fede
27 Ottobre 2025
vertigine della possibilità
11 Novembre 2025

vuoto

da Bagaladi (38.02583, 15.82113) a Reggio Calabria (38.10622, 15.64396)

Lunghezza del percorso km 30; guadagno/perdita in elevazione +970/ –1.413 metri; quota massima 989 metri, quota minima 28 metri.

Centri attraversati: Fossato Ionico, Valanidi

Cena: ristorante Vie del gusto (324 884 4025)

21 ottobre

Siamo fatti di vuoto,

Il 99,9% del mondo è fatto di vuoto:

Se venisse tolto lo spazio vuoto agli atomi che ci costituiscono,

Saremmo centinaia di migliaia di volte più piccoli di un granello di sabbia.

Il vuoto è la fonte di tutto ciò che esiste.

Pensiamo di avere a che fare con sostanze,

In realtà siamo solo un insieme di campi elettrici e magnetici;

Il mondo, l’io, sono pure illusioni.

Ogni cosa è un miraggio,

Un castello di nubi,

Un’apparizione priva di essenza.

Ma il vuoto non è solo una dimensione dello spazio;

Lo è anche dell’anima.

Pensato nella categoria dell’avere è solo mancanza,

In quella dell’essere, invece, diventa speranza,

Come

Nella costante attesa fiduciosa,

Nella possibilità che l’assenza produca una nascita,

Nel continuo desiderare senza avere un oggetto da afferrare.

(precedente – speranza 12 – inizio)

Il percorso odierno, da Bagaladi a Reggio Calabria, non rientra in nessuno dei cammini a cui ho fatto riferimento. Pertanto l’ho costruito basandomi sulla proposta offerta da Google Map confrontandola con la fotografia aerea ed i tracciati individuabili su OpenStreetMap. Avevo qualche dubbio su alcune centinaia di metri – su un percorso di 30 km – che non risultavano segnati su OpenStreetMap. Ed infatti proprio su quel tratto, a 6 km dalla partenza da Bagaladi, c’è stato l’inghippo in un canale dove al centro scorreva un rivolo d’acqua con delle pareti laterali quasi verticali che non mi hanno consentito di raggiungere il tracciato per portarmi in Contrada Pitea da cui avrei preso la via provinciale Croce Trunca che poi in prossimità di Reggio Calabria diventa via Croce Valandi.

A questo punto ho dovuto rinunciare non trovando alternative anche per l’assenza di connessione che non mi consentiva di consultare la mappa sul cellulare; sono ritornato a Bagaladi dove con un mezzo pubblico ho raggiunto Reggio Calabria.

Un dialogo fortuito con uno del posto che aveva conoscenza dei luoghi mi ha dato poi l’opportunità di disegnare una traccia – questa sicuramente praticabile – del percorso fino a Reggio.

Reggio è veramente un grande giardino e senza dubbio uno dei posti più belli che si possono trovare sulla terra. Un Castello, quasi distrutto, bellissimo per colore, pittoresco per forma, domina la lunga città, lo Stretto. Sotto le mura del castello sono sparsi giardini di aranci, limoni, cedri e bergamotti; il grande verde che va dal colle alla spiaggia e fin dove l’occhio può vedere da una parte all’altra, è solo diviso dalle grandi linee bianche di qualche corso di torrente. Tutta la ricchezza della vegetazione siciliana giace sullo sfondo: mandorli, oliveti, cactus, palme, aloe e fichi formano splendidi angoli ovunque ci si muove” (Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi, Londra 1852)

1 Comment

  1. Roberta ha detto:

    Eccomi giunta alla fine di questo racconto spirituale. Questo è il cammino…….per me è vita vissuta, è incontro e conoscenza delle persone per un tempo breve ma sufficiente a stimolare pensieri per la propria vita, e’ bellezza che riscalda il cuore, è resilienza per superare momenti faticosi e difficili, è relazione perchè, se vissuto con altri, ti aiuta a superare l’individualismo personale per condividere e arricchirsi reciprocamente. Il cammino ti nutre di fantasia perchè immagini di volta in volta quali paesaggi incontrerai, vivi l’aspettativa del non conosciuto, ti immergi nel passato di questi luoghi per fantasticare su storie antiche. E’ silenzio ma non vuoto, è vertigine di fronte a tanta bellezza della natura, è divertimento, sorriso e ironia.
    E’ speranza perchè ti aiuta a ricercare l’autentico te stesso e a riconoscere nell’Amore reciproco mio e di Albino la forza di questo andare.
    E’ con questo spirito che auguro a questo trio di quasi settantenni di camminare ancora…e ancora …e ancora.

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