nera luce
26 Settembre 2025
insoddisfazione
27 Ottobre 2025

parole della speranza

Cammino Basiliano: da Serra San Bruno (38.57750, 16.32691) a Bivongi (38.48181, 16.45280)

Lunghezza del percorso km 26,5; guadagno/perdita in elevazione +812 / –1.348 metri; quota massima 1.299 metri, quota minima 256 metri.

Pernotto: B&B Le Tre Sorelle (389 169 7949); cena: ristorante da Pina a’ bionda (349 074 9431)

10 ottobre

Il cammino su questo ultimo pezzo di Calabria si è accompagnato al viaggio tra le idee che gravitano attorno a quella di speranza nell’intento d’indagarne il fondamento e la sua natura più profonda.

Nei tempi tristi che attraversiamo

Sembra morta la speranza.

La visione del male dilagante

Favorita dalla diffusione mediatica,

Accompagnata dall’impotenza nell’arginarlo,

Aumenta l’angoscia

Che chiude,

Ed annulla la speranza

Che apre.

Inorridiamo per la violenza

Di cui si rende capace l’uomo,

Rivelandosi sempre più estraneo alla sua essenza umana.

Se l’essere umano dovesse essere solo questo,

Davvero non c’è più speranza.

Ma lui è di più,

Perché conosce la passione per il possibile,

Per ciò che non è ancora;

E’ capace di andare

Oltre la divisione che alimenta il male,

Oltre l’egoismo che privilegia il sé,

Oltre l’afferrabile che rafforza la padronanza.

Alla sua esistenza sono connaturate tonalità

Che aprono

Verso l’uno indivisibile,

Verso il noi inseparabile,

Verso l’inoggettivabile, l’inafferrabile, l’inatteso.

Qui attende la speranza,

Che non é ingenua e ottimistica attesa di un futuro migliore,

Con derive, spesso, fideistiche o religiose;

Ma capacità di cogliere la luce nel buio,

La bellezza nell’imperfezione.

( speranza 1 – seguente)

Da Serra San Bruno si procede verso Contrada Pezzente. Il sentiero, in salita graduale, conduce nel cuore del Parco delle Serre verso l’area protetta del Bosco di Stilo. Camminando fra maestosi alberi di faggio e di abete, si raggiunge – dopo circa 15 km – la località Ferdinandea, un polo industriale abbandonato di epoca borbonica, dove si possono ammirare i ruderi degli altiforni. Continuando in direzione di Bivongi, si aprono panorami meravigliosi sul vallone Folea. Il sentiero continua costeggiando una condotta forzata costruita nei primi anni ’30 del ‘900 che incanalava l’acqua destinata alla centrale di Marmarico, oggi dismessa, e che forniva energia elettrica ai comuni della vallata. Si giunge al punto da cui è possibile vedere la cascata del Marmarico che con i suoi 114 metri di salto è la più alta dell’Appennino meridionale. Si continua a scendere nel vallone Folea e si attraversa il fiume Stilaro su uno stretto ponte di cemento. Infine percorrendo una sterrata che negli ultimi km diventa asfaltata, si raggiunge Bivongi.

3 Comments

  1. Giovanna De Silva ha detto:

    Posti davvero belli e suggestivi,in una natura incontaminata.L Italia è tutta bella,la natura fa’ da padrona e ti porta a pensieri sublimi,a condividere bellezze,amore, tranquillità, serenità.

  2. Gemma ha detto:

    La speranza come “capacità” ha un potenziale enorme. Dovremmo affiancarla più spesso alla parola “volontà”…
    Grazie prof per queste bellissime parole, considerazioni e immagini

  3. Roberta ha detto:

    Ed eccoci di nuovo in cammino, io Albino mio marito e il prof Michele. Terza parte del Cammino Basiliano da Serra San Bruno a Reggio Calabria. La prima tappa è sempre densa di entusiasmo, di aspettative, di buon umore e di reciproca amabilità nell’amicizia che ci lega. Prima di partire, i luoghi vengono studiati e immaginati, ma la realtà poi ti si presenta in tutta la sua bellezza oltre ogni altra visualizzazione. Abbiamo camminato molte ore nelle Serre tra piante diritte, proiettate verso il cielo, maestose, radicate profondamente in questi boschi. E poi le sorgenti, l’acqua della cascata e le vasche d’acqua limpida a valle dopo la foresta. Tutto molto appagante. Al diradarsi del bosco, ecco che intravvediamo i borghi di Bivongi e Pazzano, una pennellata di bianco nel verde-grigio della montagna, una valle che si apre e che è protetta dal Monte Stella e Consolino. Questa giornata ha lasciato il segno nel cuore per la bellezza della natura e il segno anche nelle mie ginocchia dopo un percorso di 30 km. Domanda fatidica……che io stia invecchiando?.. Forse si, ma non ancora per smettere di praticare la mia più grande passione: camminare….. riempiendomi di amore per tutto ciò che vedo e incontro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.