camminata filosofica

Camminare in natura può costituire il setting ideale per l’esercizio del pensiero. Di fronte allo spettacolo della natura possiamo stupirci, meravigliarci, sentirci felici, soddisfatti, godere di un piacere sensuale; potremmo, però,  anche aver paura, spaventarci, essere in ansia soprattutto quando la natura ci presenta il suo volto ignoto. La nostra anima si spiega in tutta la sua complessità e profondità e il nostro pensiero cerca di percorrerne i sentieri pur nella consapevolezza – come ricorda Eraclito – dell’inanità dello sforzo.

Nell’esplorazione col nostro pensiero – che poi è la filosofia – non siamo soli; una lunga schiera di uomini e donne, prima di noi, si sono cimentati, spinti dalla meraviglia che, come dice Aristotele, è all’origine della filosofia. Una comunità di filosofi che vive ancora oggi grazie ai loro scritti che ci permettono di entrare in dialogo con loro.

Del resto il gesto del camminare è intrinsecamente dialogico: quando si cammina non si hanno mai tutti e due i piedi saldamente poggiati a terra nel medesimo istante; ogni passo in avanti rende possibile il successivo. Nel dialogo, ogni argomento suscita un contro-argomento che spinge se stesso oltre l’altro e spinge l’altro oltre se stesso. E’ quello che avviene nel momento in cui entriamo in dialogo con gli scritti dei filosofi: le loro parole ci danno lo spunto per riorganizzare pensieri, sentimenti, emozioni, sensazioni aprendoci un nuovo mondo. E’ la potenza del con-filosofare.

Filosofia, quindi, come apertura e continuo sporgersi in avanti. Ed anche qui il camminare racchiude una potente metafora di quest’atto: il passo dopo passo del camminare rinvia a quel senso che la stanzialità delle nostre abitudini, l’immobilità a cui destiniamo i nostri corpi, tende a dimenticare.

Camminare è simbolo della trascendenza che costituisce la natura più propria del nostro essere: ci ricorda che per quanto il desiderio di stabilità sia forte, sempre avvertiamo la tensione a guardare oltre, quasi che il senso del nostro esserci non possa essere rintracciato nella immobilità ma nel movimento che ci predispone ad una apertura continua.

La camminata filosofica si realizza con un gruppo di massimo dieci persone. Può declinarsi come camminata in compagnia di un filosofo su un percorso a bassa difficoltà in ambiente naturale durante il quale, nelle frequenti pause, vengono letti e discussi brani significativi tratti dalle opere del filosofo. Può essere anche una camminata in compagnia di un tema su un percorso a bassa difficoltà in ambiente naturale durante il quale, nelle frequenti pause, vengono letti e discussi brani significativi sul tema scelto tratti dalle opere di vari filosofi.

Se vuoi fare queste esperienze contattami.

 
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