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vertigine della possibilità

2025

16 novembre camminata filosofica sulla speranza

Stiamo attraversando tempi bui. Il triste spettacolo del male dilagante che purtroppo non trova argine neanche nel diritto a cui la società internazionale si era affidata dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, aumenta la nostra angoscia.

Angoscia aggravata dalla nostra impotenza a fermare il male e che ci chiude in un orizzonte di disperazione.

Inorridiamo per la violenza di cui si rende capace l’uomo, rivelandosi sempre più estraneo alla sua essenza umana.

Se l’essere umano dovesse essere solo questo, davvero non c’è più speranza. Ma lui è di più, perché conosce la passione per il possibile, per ciò che non è ancora; è capace di andare oltre la divisione che alimenta il male, oltre l’egoismo che privilegia il sé, oltre l’afferrabile che rafforza la padronanza.

Alla sua esistenza sono connaturate tonalità che aprono verso l’uno indivisibile, verso il noi inseparabile, verso l’inoggettivabile, l’inafferrabile, l’inatteso.

Qui attende la speranza, che non é ingenua e ottimistica attesa di un futuro migliore, con derive, spesso, fideistiche o religiose, ma capacità di cogliere la luce nel buio, la bellezza nell’imperfezione.

“La speranza é l’arcobaleno gettato al di sopra del ruscello precipitoso e repentino della vita, inghiottito centinaia di volte dalla spuma e sempre di nuovo ricomponentesi: continuamente lo supera con delicata bella temerarietà, proprio là dove rumoreggia più selvaggiamente e pericolosamente” (F. Nietzsche)

  • Posti disponibili: 25
  • Quando: 16 novembre 2025
  • Tipologia di pratica filosofica: camminata filosofica
  • Termine per le prenotazioni: 15 novembre 2025
  • Modalità di prenotazione: con messaggio whatsapp

Programma

  • ore 8,30 ritrovo al parcheggio antistante all’entrata laterale del cimitero di San Giovanni Rotondo
  • ore 9,00 – 12,30 camminata filosofica in Bosco Quarto (percorso A/R di 6 km con circa 200 metri di dislivello in salita)
  • ore 12,45: fine evento

Informazioni utili

Luogo di ritrovo: parcheggio di fronte all’entrata laterale del cimitero di San Giovanni Rotondo sulla strada statale 272 per Monte Sant’Angelo (coord. gps 41.70501, 15.74141)

Cosa portare: scarpe da trekking (in alternativa scarpe comode con una buona suola grippata), abbigliamento comodo per camminare, zaino, k-way, felpa.

3 Comments

  1. Libera ha detto:

    Vedo la speranza come un cordone ombelicale che unisce il bisogno il vuoto il silenzio ad una conoscenza di sé piena e appagante. Come un cordone ombelicale prende nutrimento dalle nostre parti mancanti per compiere la fetogenesi che con la fantasia avevamo immaginato ma diviene realtà come meta e motivazione di vita.

  2. Gemma ha detto:

    La speranza per me è come l’energia potenziale in una reazione chimica, i cui catalizzatori sono l’amore, il bisogno, la necessità, il vuoto, il silenzio, la consapevolezza, l’illusione, la fantasia, la creatività…

  3. Gemma ha detto:

    A distanza di alcuni mesi dalla camminata filosofica leggo” il silenzio dell’opinione pubblica ” di Bauman e Mauro e propongo alcune citazioni:
    “Mauro: (…) Quindi, l’ultima speranza è la speranza?
    Bauman: Ma certo che sì! Penso che la speranza sia uno degli aspetti più straordinari e permanenti della natura umana. Tutto il resto va e viene, ma la speranza rimane, ed è proprio questo a unire l’umanità.(…) Coltivare la speranza, però, richiede qualcosa che oggi è purtroppo raro: la fiducia in sé stessi. Sperare significa anche agire per rendere la speranza più concreta, più realistica. Per questo le persone hanno bisogno di una certa sicurezza interiore, di potersi dire: “Posso farcela. Sono capace”. Il problema è che le nostre istituzioni spesso limitano questa capacità di agire.(…)La risorsa più preziosa che abbiamo sono le nostre competenze, le nostre capacità, eppure vengono sottoutilizzate in modo quasi criminale. Ed è proprio in questa distanza tra potenziale e realtà che si gioca una parte essenziale del futuro della speranza. “

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