

Cammino Basiliano: dal lago Ampollino (39.19649, 16.67472) a Petilia Policastro (39.11295, 16.78701)
Lunghezza del percorso km 19,8; guadagno/perdita in elevazione +453/ –1.420 metri; quota massima 1.397 metri, quota minima 419 metri.
Centri attraversati: Pagliarelle, Camellino
Pernotto e cena: Hotel Favola Antica (330 690 115)
19 maggio
Il POTERE deve essere efficiente.
Ridurre al massimo sprechi e costi,
Conseguire il maggior beneficio possibile.
“Ne arrivavano circa cinquemila al giorno,
A fine mattina erano già morti tutti;
Il lavoro era poi la sistemazione dei corpi,
Che richiedeva quasi tutto il giorno;
Ma la mattina dopo era già tutto sistemato:
Il lavoro di uccidere col gas e bruciare
Tutte quelle persone in ventiquattr’ore
Esige il massimo dell’efficienza;
Nessun gesto inutile, nessun attrito, nessun accumulo”
Così Stangl, direttore del campo di sterminio di Treblinka.
L’efficienza, da sola, è spaventosa:
Non si chiede più il “perché”.
Diviene un valore assoluto
Che mette in ombra lo scopo delle azioni, il loro senso,
Per ridursi al principio della pura funzionalità.
Non si riesce più a guardare lontano,
I mezzi diventano fini:
Il fare giustifica il fare indipendentemente da ciò che si fa.
Manca la domanda sul fine di ciò che facciamo.
Ma l’homo oeconomicus
Il cui essere profondo è pervaso dalla libidine del profitto,
E’ ancora capace di porsi la domanda sul fine?
(precedente – potere 2 – seguente)
Si lascia il lago Ampollino percorrendo la SP 61 Trepidò; dopo 3 km la si abbandona imboccando una strada sulla sinistra, dapprima asfaltata e poi sterrata, che si snoda in un bosco per quattro chilometri, fino a riprendere la SP 61 Trepidò; si percorre la provinciale per circa due chilometri per svoltare ad un bivio a destra su una asfaltata in costante discesa per due chilometri fino ad oltrepassare un ponticello sul torrente Tacina. Si risale, sempre su asfaltata, sul versante opposto per tre chilometri. Oltrepassato il centro di Pagliarelle, si continua in costante discesa e dopo quattro chilometri, oltrepassando il centro di Camillino, si arriva al ponte sul Cropa. Dopo un chilometro si giunge a Petilia
1 Comment
Stiamo lasciando pian piano la Sila Piccola e, dopo un percorso molto vario, ci accoglie Petilia Policastro. Centro di circa 8.500 abitanti ma altrettanti si trovano da decenni a lavorare all’estero e ritornano al paese una volta l’anno, perchè le radici sono difficili da estirpare. Ad un primo sguardo sembra un paese dimenticato, incompiuto e dimesso. La curiosità di scoprire vicoli inediti ci porta verso la parte esterna dove sorgeva il castello, verso le mura dove troviamo anche case e strade degradate. In una piazzetta incontriamo Romolo che ci fa cambiare sguardo su questo paese e anche stato d’animo. Si offre di accompagnarci nella visita e noi accettiamo con piacere. Il nostro sguardo cambia perchè riesce a farci vedere Petilia attraverso i suoi occhi e il suo entusiasmo. E così vediamo antichi palazzi nobiliari di famiglie signorili che presentano portali interessanti, balconcini in ferro battuto, scalinate di pietra. Sono palazzi decaduti ma che parlano di fasti antichi delle famiglie nobili accanto alla povertà dei contadini. Alcune parti sono state smantellate e utilizzate in altre costruzioni creando abbastanza confusione, ma così succedeva un tempo. Camminiamo con Romolo ascoltando il suo raccontare denso di riferimenti non sempre corretti, ma che denotano un grande amore per il suo paese e il desiderio profondo di coinvolgere gli altri in queste sue conoscenze per lasciarne testimonianza. Un cultore della storia locale che partecipa anche alla vita sociale e politica di Petilia (quest’ultima con qualche delusione).
Trascorriamo quasi due ore con lui, un tempo che è volato.
Lo salutiamo con riconoscenza dopo aver ricevuto tanta disponibilità gratuita e colto tanto desiderio ancora di studiare per conoscere.
Anche qui a Petilia abbiamo trovato una persona, Romolo, che ci ha donato il suo tempo con generosità.
roberta