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ambiguità

Cammino Basiliano: da San Giovanni in Fiore (39.26403, 16.69037) al lago Ampollino (39.19649, 16.67472)

Lunghezza del percorso km 23; guadagno/perdita in elevazione +988/ –700 metri; quota massima 1.338 metri, quota minima 864 metri.

San Giovanni in Fiore pernotto : B&B Mastro Giò (327 695 6647); cena: ristorante Da Paura (0984 970025)

Lago Ampollino pernotto e cena: Hotel del lago (0962 46075)

18 maggio

In un cammino ci si muove tra i luoghi, ma si viaggia anche tra le idee, in quel mondo che Platone chiamava, appunto, “mondo delle idee”. In questo cammino ho voluto riprendere delle idee – ispirandomi, in particolare, al bel saggio di James Hillman – su cui avevo riflettuto un po’ di anni fa preparando un campo scuola filosofico per i miei studenti. Ne son venuti fuori dei piccoli testi, scritti con un linguaggio essenziale e senza pretese che cercano di far luce sulla interazione di alcune idee che producono la nostra visione e pratica del POTERE. Gli ultimi due articoli si ispirano a testi di Franco Arminio e di José Mujica.

Teoricamente Il POTERE è definito

Come la capacità di influenzare un altro.

Nella pratica il suo esercizio

È condizionato dalle idee che associamo ad esso;

Ed alcune di esse possono interagire in modo più prepotente di altre,

Determinandone la natura del suo esercizio.

Come le idee di efficienza e crescita

Che orientano il POTERE verso il dominio e il progresso.

La Genesi dice di un uomo creato ad immagine di Dio,

Ed essendo ad immagine del suo Dominus,

Anche per lui c’è un destino di Dominatore.

Recita il salmo 8:

“Lo hai fatto poco meno degli angeli,

Di gloria e di onore lo hai coronato,

Sotto i suoi piedi hai messo il creato”.

Marito, signore della casa, padrone:

Ogni cosa le è sottomessa.

Ma perché il POTERE dovrebbe per forza dominare?

Spadroneggiare, far sentire il suo peso,

Sulle cose, sulla natura, sulle persone?

Perché il POTERE dovrebbe prodursi per forza nel progresso?

Nello sviluppo di ciò che è forte, destinato a crescere,

Nell’estinzione di ciò che è debole, destinato a finire?

Nella selezione naturale che dà vittoria

Solo a chi sopravvive alla competizione?

Perché il POTERE dovrebbe esprimersi per forza nella crescita?

Diventare più grandi, più forti, più competitivi?

Perché il POTERE dovrebbe essere per forza efficiente?

Adattato, funzionale, organizzato?

(potere 1 – seguente)

Si esce da San Giovanni in Fiore percorrendo via Gramsci per immettersi sulla SP 210 per Trepidò che si percorre per otto chilometri, quando ci si immette su un comodo sentiero sulla sinistra che attraversa costantemente il bosco. Il sentiero disegna una grande ansa che si rimmette sulla SP 210 dopo dodici km. A questo punto si è giunti al lago Ampollino. Per raggiungere il villaggio Trepidò si cammina per altri 2,5 km nel bosco alla sinistra del lago.

3 Comments

  1. Grazia ha detto:

    È meraviglioso ❤️

  2. lucia palma ha detto:

    grazie per le belle immagini e le riflessioni.
    Attendo di poter condividere con te un altro pezzo di cammino.
    Lucia

  3. Roberta ha detto:

    Ho condiviso tutto il cammino da San Giovanni in Fiore a Serra San Bruno con Michele e Albino. L’esperienza è stata molto coinvolgente, selvaggia, qualche volta faticosa ma molto divertente.
    Mi ha lasciato negli occhi le immagini dei paesaggi, soprattutto della Sila con i suoi “Giganti” e nel cuore gli incontri con le persone, la loro disponibilità d’animo ad accoglierci in modo empatico.
    Così ho pensato di raccontare, oltre alla bellezza del paesaggio, la bellezza dell’animo umano della gente di Calabria, che sicuramente viene da lontano e si trasferisce come eredità nel vissuto quotidiano delle persone.
    Ecco dunque! primo giorno di trasferimento da Bari a San giovanni in Fiore. Arrivata a Cosenza, scendo con Albino, sguardo leggero ai bagagli e……. grave dimenticanza! i nostri 2 piumini sono rimasti sul bus che vedevamo già in lontananza. Informiamo il personale e inizia un passaparola degli autisti presenti, al cellulare, per cercare il contatto con l’autista. Non una cosa sbrigativa, ma il desiderio di potersi far carico del problema…. . Alla fine l’autista , già sulla via del rientro, decide di ritornare indietro e ci conegna gli indumenti indispensabili. Vogliamo dargli un piccolo riconoscimento in denaro che rifiuta con decisione con queste parole: quello che si fa col cuore non ha bisogno di ricompensa!
    E’ il primo incontro con la generosità di questa gente che ci accompagnerà lungo tutto il nostro itinerario riempiendo il cuore di riconoscenza.
    A San Giovanni siamo accolti nel BeB da Giovanni, un signore di 85 anni, plasmato fisicamente e caratterialmente dal lavoro di muratore di una vita, tanto da riconoscergli la qualità di “mastro”. Si rivolge subito a noi dando informazioni, suggerimenti e manifesta ancora una grande vitalità, nonostante le fatiche di una vita trascorsa per la maggior parte nei cantieri all’estero.
    Suscita in me ammirazione e sento nel suo passato fatica, responsabilità ma anche capacità, creatività, pazienza e sostegno che ancora riconosce alle persone anziane in difficoltà (così mi racconta sua figlia Maria Teresa). Ammiro la sua capacità di invecchiare bene.
    Concludo ricordando la bellezza del Lago Ampollino, uno specchio d’acqua circondato dal verde e dai pini e da prati sovrastanti coperti di fiori, piccole viole del pensiero selvatiche e orchidee.
    Un luogo che predispone l’animo alla serena meditazione.
    Roberta