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vento obliante

Sentiero Italia tappa Q2: da Decorata (gps 41.411089, 14.880934) a Cercemaggiore (gps 41.460413, 14.722262)

Lunghezza del percorso km 18,9; guadagno/perdita in elevazione 1.073 / – 867 metri; quota massima: 1009 metri, quota minima 709 metri.

Centri attraversati: Decorata, Di Florio, Cercemaggiore.

Pernotto: Dimora di Isabella (335 531 9600).

11 settembre. Partiamo ben presto da Decorata anche se la notte è stata un pò agitata per gli ottimi peperoni fritti e i gustosi cicatelli con maiale e funghi preparatici da Maria Lucia, proprietaria del B&B dove abbiamo alloggiato, che si è presa amorevolmente cura di noi dall’arrivo nel tardo pomeriggio quando ha appreso che eravamo a digiuno dalla colazione del mattino. Anzi, prima di partire, ci rifila due enormi fette di pane a testa con del prosciutto di sua produzione.

Il sole è appena sorto, c’è una bell’aria, fresca e pungente. Quand’è così è un piacere camminare anche col peso dello zaino. Superata Piana della Battaglia, guadagniamo un crinale su cui cammineremo, anche oggi, per gran parte del percorso.

Sulla sinistra si intravede la nostra meta, i Monti del Matese, sulla destra ci accompagna per un bel pezzo il panorama di Riccia. Sulla cresta c’è sempre un compagno di viaggio, il vento. Un compagno amato che col suo soffio costante allevia la fatica del camminare e produce un effetto obliante: dimentichi il sole, il caldo, la fatica. Un senso generale di benessere ti pervade dandoti gli occhi liberi capaci di gustare la bellezza che attraversi. Il vento è un potenziatore del senso estetico. L’effetto obliante è non solo fisico, ma anche interiore: i pensieri soffiano via, la mente si svuota mettendoti nella condizione di aderire perfettamente al luogo che attraversi senza le interferenze disturbanti della tua razionalità.

La vista gode di questo paesaggio con le stalle collocate ordinatamente lungo i pendii, i tetti rossi delle case ben distribuite, l’esplosione di verde che fa da cornice. Quando passiamo vicino ad una stalla dove c’è un allevamento intensivo di maiali ascoltando il concerto quasi assordante dei versi sofferenti degli animali, intuiamo che il quadro idilliaco nasconde una realtà diversa. L’imperativo della produzione non si piega al gusto della bellezza!

In genere a metà mattinata abbiamo sempre l’opportunità di fare uno spuntino. Oggi sul nostro cammino troviamo more e uva che ci attendono per fornirci la dose giornaliera di zuccheri.

Dopo una meritata pausa nella borgata Di Florio, risaliamo per Costa della Guardia verso Monte Saraceno e quindi Cercemaggiore. Ho scelto questo percorso per la sua intensità storica. Su Monte Saraceno sono stati ritrovati imponenti resti di fortificazioni sannitiche, l’indomito popolo di allevatori-guerrieri che abitava queste zone prima della conquista romana. E’ impressionante vedere la grandezza dei blocchi di pietra posizionati magistralmente ad incastro da questi guerrieri del V secolo avanti Cristo per allestire le fortificazioni.

Cercemaggiore è a due passi. Un borgo che si sviluppa a semianelli concentrici lungo un versante della collina, dominato alla punta dall’antica rocca, poi trasformata nei secoli scorsi in residenza signorile, la cui facciata, oggi, è imbruttita dalla statua di un prete. Per lo meno il paese si riscatta con le sue belle costruzioni in pietra, in alcuni angoli, veramente suggestive.