vento obliante
18 Settembre 2020
via delle pecore
21 Settembre 2020

piccole gioie

Sentiero Italia tappa Q3: da Cercemaggiore (gps 41.460413, 14.722262) a Sepino (gps 41.408139, 14.619214)

Lunghezza del percorso km 17,8; guadagno/perdita in elevazione 781 / – 1.020 metri; quota massima: 963 metri, quota minima 513 metri.

Centri attraversati: Cercemaggiore, Sepino.

Pernotto: Domus Catone (328 587 4181).

12 settembre. Ormai abbiamo la sveglia incorporata, alle 5,30 siamo già in piedi. Se il giorno prima non vedi l’ora di arrivare per riposarti, la mattina non vedi l’ora di riprendere il cammino. Veloce colazione al bar del paese e alle 6,30 con pacatezza il corpo comincia a muoversi.

La discesa da Cercemaggiore verso San Marco è un procedere gioioso. Complici il fresco del primo mattino, la leggera pendenza della strada che favorisce una respirazione tranquilla, la bellezza della campagna, disseminata di casette colorate ben curate coi loro orticelli ordinati, l’abbondanza di alberi da frutto, la serenità e i ritmi lenti delle persone incontrate, si percepisce un’aria familiare, di leggerezza che predispone al godimento estetico. Come è lontana quell’immagine di un Paese, presentataci da giornali e TV, in cui abbondano omicidi, rapine, malversazioni. Penso che questi cammini nell’Italia dei piccoli borghi siano terapeutici perché ci fanno fare un salto nel passato che dovremmo prendere a modello per il nostro futuro.

A San Marco lasciamo la rotabile e percorriamo un sentiero che subito ci immette in un paesaggio fluviale. L’abbondanza di acqua prodotta dai vari canali che scendono dalla collina e che andranno, poi, ad alimentare il corso del fiume Tammaro, dà vita ad una vegetazione rigogliosa in cui trovano casa vari tipi di uccelli. Saltando corsi d’acqua e districandoci tra la vegetazione incontriamo, purtroppo, due tipi con fucile a tracolla che con i loro cani cercano di scovare uccelli a cui sparare: spero che le loro mogli, rimaste a casa, possano prendere più uccelli di loro mentre sono a caccia.

Oltrepassato il Tammaro cominciamo a salire verso Sepino. Sul percorso due alberi isolati, uno di fichi e uno di pere, ci forniscono la dose di frutta giornaliera. Un cammino è fatto anche di queste piccole gioie del gusto improvvise ed inaspettate. A Sepino, invece, la gioia del gusto l’abbiamo ricercata noi conoscendo un macellaio artefice di salumi dal gusto paradisiaco che abbiamo subito acquistato per la nostra cena. La gioia degli occhi l’abbiamo soddisfatta camminando per le strade e vicoli di questo piccolo borgo che con le sue costruzioni in pietra racconta una storia antica.