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il piacere negativo

Sentiero Italia tappa R14: da Accadia (gps 41.157976, 15.325091) a Candela (gps 41.136128, 15.513853)

Lunghezza del percorso km 24,5; guadagno/perdita in elevazione 1.315 / – 1.481 metri; quota massima: 747 metri, quota minima 238 metri.

Centri attraversati: Accadia, Sant’Agata di Puglia, Candela.

Cena a Candela: La Carnaleta (0885 653985). Pernotto: B&B La Piazzetta (328 919 6168).

Dal rione Fossi, l’antico centro storico di Accadia, recuperato qualche anno fa grazie ad un intervento che gli ha restituito il fascino medievale ed oggi purtroppo abbandonato e disabitato, meta di vandalismi ed incuria, percorro un antico tratturo lastricato che mi fa scendere verso il canale del Frugno.

Oggi il sole picchia e sicuramente nelle ore centrali darà fastidio; pensando anche alla conformazione del territorio da Sant’Agata di Puglia a Candela (distese di campi di grano su cui gli alberi sono banditi) e ai lunghi tratti di asfalto che mi toccherà percorrere, la previsione è purtroppo una certezza.

Per il momento, però, mi godo questo bel tratto boscoso da Accadia a Sant’Agata allietato da folate di vento fresco che cancellano la fatica delle salite.

Dalla discesa da Sant’Agata gli alberi cominciano a diradare, il sole sempre più implacabile scioglie in sudore il corpo. E’ martellante, senti il calore che ti entra dalle narici e per tutti i pori del corpo. Tutto è fuoco. Ad un certo punto, una nuvola benedetta copre il sole e le fiammate si dileguano, il corpo riprende a respirare. Provi un piacere indescrivibile perchè per almeno alcuni minuti – il tempo della nuvola – il calore non ti soffoca.

Tecnicamente questo si chiamerebbe piacere negativo perchè interrompe brevemente una sofferenza. E’ l’idea del piacere che ha Schopenhauer per il quale esso coincide con l’attenuazione del dolore (la vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia passando per il fugace attimo del piacere). Ma perchè negativo? Chi ha sperimentato quegli attimi di sospensione di una sofferenza costante non può che benedirli!

E così il vento. La ventata fresca che ti investe e cancella come un colpo di spugna il sudore e il fuoco che hai addosso facendoti provare degli attimi di piacere intenso, rinvigorente e indescrivibile di cui vorresti assaporare ogni istante.

Il camminatore gode di questi piccoli e preziosi piaceri come quello dell’albero isolato che compare inaspettato all’orizzonte nella landa desolata della campagna pugliese, una quercia maestosa alla cui ombra mi stendo appoggiato al mio zaino.

Sulla piana assolata sotto Candela due piccoli gioielli che attestano l’importanza viaria di questo territorio dall’epoca romana. I ruderi del maestoso complesso detto di “Sand’Anduòne”, molto probabilmente stazione di posta al tempo dei romani e poi nel medioevo ed età moderna imponente azienda agricola di proprietà nobiliare. L’imponente ponte romano a tre arcate sull’antico corso del fiume Carapelle, snodo di passaggio per i collegamenti con Benevento, Equo Tutico, Ascoli, Ordona, Canosa e Venosa; un ponte strategicamente importante che ha consentito movimenti, comunicazioni, commerci tra Oriente ed Occidente.