
2026
dal 6 all’8 dicembre cammino della Restanza
Ci sono paesi in Italia – i piccoli borghi delle aree interne – che appaiono dimenticati, fuori dai circuiti ordinari dei traffici; paesi dormienti con un retaggio di storia notevole. Paesi in cui anche i loro abitanti si sentono stranieri in casa propria: vivono la condizione dolorosa e autentica dell’essere sempre fuori luogo, proprio nel posto in cui si è nati e si abita o a cui se sente di appartenere.
Eppure in questa “periferia” del Paese è possibile ritrovare una umanità – un tessuto di relazioni umane – che il “centro” del Paese va perdendo; è possibile ritrovare un rapporto col tempo – lento, attento alle relazioni con le persone e la natura – non asservito alla produzione e al consumo; un tempo della sosta, del silenzio, della riflessione, della noia, della nostalgia, della contemplazione, della cura, della poesia.
In questa “periferia” può rinascere una economia che cerca la qualità e non semplicemente la quantità; può rinascere una democrazia sostanziale perchè nel piccolo le persone mantengono ancora relazioni che sono gli anticorpi per gli individualismi e i fascismi striscianti delle nostre democrazie.
Ed allora la “periferia” diventa un luogo di resistenza alla omologazione, alla riduzione della vita a produzione e consumo che caratterizzano il ” centro”; luogo di apertura alla relazione, alla diversità, alla solidarietà, alla cura.
La “periferia” dei piccoli paesi ci consente di ripensare l’idea di benessere che non coincide con la crescita economica e la disponibilità di beni di consumo, ma con la qualità delle relazioni e l’equilibrio con l’ambiente.
Questi pensieri ci accompagneranno percorrendo il Cammino della Restanza, dal paese più alto della Puglia – Monteleone – a quello più alto della Campania – Trevico -, passando per Zungoli, uno dei borghi più belli d’Italia, e Vallesaccarda.
“Restare significa raccogliere i cocci, ricomporli, ricostruire con materiali antichi, tornare sui propri passi per ritrovare la strada, vedere quanto è ancora vivo quello che abbiamo creduto morto e quanto sia essenziale quello che è stato scartato dalla modernità.” (Vito Teti)
Informazioni utili
Ritrovo: 6 dicembre ore 9,00 al piazzale antistante la stazione di Foggia per trasferimento in minivan a Monteleone di Puglia
Pernottamento: in B&B. La sistemazione è in camera doppia.
Pranzo e cena: i pranzi sono sempre a sacco; le cene in ristorante.
Cosa portare: all’atto del perfezionamento della prenotazione saranno forniti tutti i dettagli tecnici per la partecipazione.