

2026
21-23 febbraio un cammino sul Sentiero Italia di Puglia
Non esiste una visione oggettiva e unica del Mondo. Esistono, invece, visioni del Mondo a partire da prospettive diverse.
Il modo in cui mi colloco nel Mondo, in cui lo guardo, in cui lo percepisco, costituisce la prospettiva che mi indurrà a cogliere alcuni aspetti piuttosto che altri della mia esperienza del Mondo. E tutto ciò avrà una incidenza nel mio modo di vivere perché la visione del Mondo è trasformativa dell’esistenza.
Potrei dire che la mia vita sarebbe la stessa se l’unica prospettiva fosse quella individuale e particolare del mio Io, oppure se avessi anche la capacità di dislocare il mio sguardo a partire dall’Altro? Il superamento di una percezione egoistica del Mondo non avrà ripercussioni anche nel mio modo di vivere?
E se la prospettiva fosse quella dallo Spazio infinito, quale sarebbe la nostra visione del Mondo? E’ commovente la riflessione dell’astronomo Sagan alla vista della foto scattata alla Terra dalla sonda Voyager da sei miliardi di km di distanza: un pallido puntino blu che induce a riflettere sulla solitudine del pianeta, sulla follia delle vanità umane, sulla nostra responsabilità nella protezione della nostra unica casa, la Terra.
E se la prospettiva fosse quella dal Tempo immenso, quale sarebbe la nostra visione del Mondo? Se pensiamo che la vicenda umana non occupa più di un minuto rapportando ad un anno i 14 miliardi di anni della storia dell’Universo?
E se la prospettiva fosse quella dal Mistero – tutto ciò che non riusciamo a spiegare e che non siamo sicuri che si riuscirà a spiegare in futuro -, quale sarebbe la nostra visione del Mondo? Il Mistero dell’Energia di Fondo, che ha lanciato gli elementi in tutte le direzioni dando inizio alla formazione del Cosmo; il Mistero dell’apparizione della coscienza nella polvere di stelle che ci costituisce; …
Avremo la possibilità di instaurare un dialogo su queste cose nel corso del nostro cammino che partirà da Orsara di Puglia, bandiera arancione del Touring Club Italiano; passerà per Montaguto, enclave campana in terra di Puglia; per Panni, dove ancora si sente lo spirito del dio greco Pan; per Accadia e il suo caratteristico Rione Fossi; per terminare a Sant’Agata di Puglia, anch’essa bandiera arancione del Touring Club Italiano.
“La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.” (C. Sagan)
Informazioni utili
Trasporti: Orsara di Puglia è raggiungibile con bus di linea con partenza da Foggia (Piazza Vittorio Veneto) alle 8,10. Da Sant’Agata di Puglia è possibile raggiungere Foggia con bus di linea con partenza alle 12,45 oppure alle 15,45.
Pernottamento: in B&B. La sistemazione è in camera doppia.
Pranzo e cena: i pranzi sono sempre a sacco; le cene in ristorante.
Cosa portare: all’atto del perfezionamento della prenotazione saranno forniti tutti i dettagli tecnici per la partecipazione.
4 Comments
Il cammino
Tra questi piccoli borghi
Cambia il modo di vedere
Il mondo.
Il silenzio fecondo,
La bellezza avvolgente
Che resiste allo stupro
Dell’eolico selvaggio,
La pace della Natura,
La vita di un tempo passato,
Ma anche
L’elegante decadenza
Rallentata dai generosi tentativi
Di pochi volenterosi.
Sono passate poche ore dal Cammino
Si avverte la mancanza del silenzio, del sole,del vento ,dell abbaiare dei cani che avvertono da lontano i passi di noi estranei al territorio.
In questi Borghi ovattati abbiamo incontrato l umanità ed il calore di gente semplice che vive lentamente il tempo,non corre ,non ha ansia ,sorride e ti saluta semplicemente.
Abbiamo provato la fatica della salita , annientata dalla felicità di raggiungere la cima di montagne ormai sorde all’innaturale violenza delle gigantesche pale.
Ora già immersi nell ingranaggio della Vita contaminata e rumorosa..ma siamo ancora troppo pieni di soddisfazione e gioia,resteremo ancora felici per tanti giorni.
Il nostro cammino è finito, siamo arrivati alla meta. La compagnia si scioglie e ognuno torna “al lavoro usato”. Ci portiamo negli occhi e nella mente ciò che abbiamo visto e vissuto. In quei paesaggi ancora incontaminati , dove la presenza dell’ uomo è circoscritta a limitate zone, immagino lo svolgimento delle vicende storiche ivi avvenute nei secoli, di cui parlano i libri di storia, le pietre, i ruderi, i reperti, le lapidi. È lo stesso paesaggio visto da vincitori e vinti tra Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini….. , in eterna lotta per sopraffare gli uni gli altri. Per ultimi noi camminatori che con passo corto e lento abbiamo vissuto la storia e abbiamo goduto la bellezza dei paesaggi, il silenzio e la pace.
Mi piace la parola “Cammino”. L’esperienza di lasciarsi alle spalle la propria quotidianità per qualche giorno volgendo lo sguardo davanti sul sentiero che percorri, la salita e i panorami che ti schiude, ti introduce in una nuova dimensione, ti rigenera. Ogni luogo diventa magico, è il cammino che lo rende tale. Noi un piccolo rivolo di acqua che si fa strada tra gli ostacoli, ma lentamente arriva. Ecco, la lentezza, l’altra protagonista del nostro cammino che ci ha permesso di assaporare ogni cosa: gli scorci del paesaggio, l’aria, i nostri pensieri liberi, gli incontri, pochi ma sempre sorprendenti.
Ed ecco allora il paesano di Monte “Acutis” orgoglioso delle sue origini, Rocco, il ragazzo tutto fare di Panni, Genesio, la nostra giovane guida di Accadia e la sua mentore, la professoressa; il volontario della pro loco di Sant’Agata rimasto solo a presidiare l’associazione;
Infine i compagni di viaggio: se il “cammino” può rendere magici i luoghi , loro, i tuoi compagni, possono rendere magico il tuo “Cammino”.
Riflessione sui tre giorni trascorsi camminando sui Monti Dauni, lungo il Sentiero Italia, in compagnia di Giovanni, Michele e Antonio.
Lucia