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il cammino interiore

2 e 9 ottobre camminata filosofica sulla spiritualità del cammino

Camminare non è solo muovere i piedi e, con essi, il corpo. Non è solo una attività fisica, che diventa piacevole quando è svolta in suggestivi paesaggi naturali. Camminare è molto di più.

E’ soprattutto una attività spirituale. Penso che il camminare racchiuda una potente metafora della nostra esistenza: l’andare oltre. Infatti il camminare rinvia a quel senso che la stanzialità delle nostre abitudini, l’immobilità a cui destiniamo i nostri corpi, tende a dimenticare. Camminare è simbolo della trascendenza che costituisce la natura più propria del nostro essere: ci ricorda che per quanto il desiderio di stabilità sia forte, sempre avvertiamo la tensione a guardare oltre, quasi che il senso del nostro esserci non possa essere rintracciato nella immobilità ma solo nel movimento che ci predispone ad una apertura continua.

Andare oltre per far cosa? Per conoscere sé stessi. Il cammino è una metafora del viaggio interiore. Mi tornano in mente le parole di Thoreau “Volgi il tuo occhio all’interno e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore, vergini ancora. Viaggiale tutte e fatti esperto di cosmografia interiore”. In questo viaggio interiore, facilitato dal movimento dei piedi, cogliamo l’opportunità di muoverci nelle regioni più sconosciute della nostra interiorità. Quando camminiamo per molte ore, soprattutto in presenza di elementi stressori come il buio e la solitudine, si mettono in moto pensieri irrazionali che si manifestano come timori, pregiudizi, preconcetti negativi su se stessi e le proprie prestazioni, pensieri con cui necessariamente dobbiamo fare i conti. E poi il silenzio. Coglierlo e viverci dentro senza avvertire quell’irrefrenabile desiderio di riempire il vuoto che crea. Silenzio che costituisce l’opportunità per riflettere sul proprio autocontrollo ed equilibrio emotivo, per far emergere elementi del proprio sentire/agire rimasti sepolti. Silenzio che ci permette di cogliere quei rumori di sottofondo di cui quotidianamente non ci rendiamo più conto. Silenzio che ci aiuta a vivere un tempo che non scorre, un tempo che dissolve l’ordine della successione come afferma Thoreau: “I miei giorni non erano i giorni della settimana nè erano spezzati in ore, turbati dal ticchettio dell’orologio; poichè vivevo come gli indiani Puri che si dice abbiano una sola parola per dire oggi, ieri, domani”.

Camminare invita al filosofare. Il camminatore è instancabilmente sollecitato a rispondere ad una serie di domande fondamentali di senso, domande che il sedentario si pone molto meno. Camminare induce ad interrogarsi su di sé, sul proprio rapporto con la natura e gli altri, a meditare su un’inattesa gamma di questioni. Ci sono precedenti illustri che sostengono questo. Rousseau: “Quando sto fermo riesco a malapena a pensare; bisogna che il mio corpo sia in movimento perchè entri in movimento anche il mio spirito. La vista della campagna, il succedersi di scorci gradevoli, l’aria aperta, l’appetito, la salute che acquisto camminando, la libertà dall’osteria, la lontananza da tutto ciò che mi fa sentire la mia dipendenza, che mi porta alla mia situazione, tutto questo libera la mia anima, mi dà più ardimento nel pensare”. Nietzsche: “Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento – che non sono una festa anche per i muscoli. Tutti i pregiudizi vengono dagli intestini. Il sedere di pietra –  l’ho già detto una volta – è il vero peccato contro lo spirito santo”.  Kierkegaard: “Soprattutto non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo e, non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata … ma stando fermi si arriva sempre più vicino a sentirsi malati”.

Camminare ci permette di vivere, attraverso il contatto con la natura, tutta una serie di disagi a cui comunemente non siamo più abituati. La necessità di affrontare disagi di tipo climatico ma anche di tipo più interno (la fatica) ci permette innanzitutto di sperimentarli, di analizzare il nostro modo di affrontarli, di cogliere come in realtà sia la propria percezione soggettiva della situazione a renderla piacevole o spiacevole: l’atteggiamento verso i disagi prodotti da una camminata ed il modo di gestirli ci riporta al modo di leggere ed affrontare gli aspetti “negativi” di una qualsiasi situazione.

  • Posti disponibili: 40 adulti
  • Tipologia di pratica filosofica: camminata filosofica
  • Quota di partecipazione: libero contributo (valido solo per la camminata del 9 ottobre)
  • Termine per le prenotazioni: giorno precedente l’evento
  • Modalità di prenotazione: con messaggio whatsapp al 320 371 7550 (valido solo per la camminata del 9 ottobre)

Programma della camminata del 2 ottobre

La camminata del 2 ottobre che si svolgerà nel Bosco Acquara nei pressi di Orsara di Puglia, é organizzata e gestita dalla Coop. sociale “Ortovolante” di Foggia in collaborazione con il Comune di Orsara di Puglia. Pertanto per prenotarsi e conoscere le condizioni di partecipazione occorre telefonare al 320 867 6367

  • ore 9,00: incontro e registrazione dei partecipanti presso il Vivaio Forestale (coord. gps 41.24989, 15.27954)
  • ore 9,30: inizio della camminata filosofica; percorso semplice ad anello di circa 4 km con leggero dislivello
  • ore 12,30: fine camminata e piccolo rinfresco con i prodotti delle coop. Ortovolante e Altereco

Programma della camminata del 9 ottobre

La camminata del 9 ottobre si svolgerà in Foresta Umbra

  • ore 9,30: appuntamento in Foresta Umbra davanti l’Agriturismo Cantoniera d’Umbra (coord. gps 41.80984, 15.98263)
  • ore 10,00 – 13,00: camminata filosofica; percorso semplice di andata e ritorno con partenza da Falascone di circa 6 km con leggero dislivello.

Informazioni utili

Cosa portare: scarpe da trekking (in alternativa scarpe comode con una buona suola grippata), abbigliamento comodo per camminare.

7 Comments

  1. michele de pasquale ha detto:

    La poesia collettiva scritta dai partecipanti alla camminata filosofica del 2 ottobre.

    CAMMINARE PER …

    OBLIARE, sentendomi parte di una natura che osserva e non giudica, tra un raggio di sole e una nuvola nera;

    CONOSCERE e CO-NASCERE, cercando argini che contengano ma capaci di far straripare il nuovo;

    VEDERE nella nebbia;

    LASCIARE il superfluo, la costruzione, il muro, l’ombra;

    TROVARE l’essenziale, la verità, le macerie, la luce;

    SPOGLIARMI dal ruolo e restituirmi al mondo integra nella persona;

    NON PERDERMI andando incontro all’ incognita del mio essere, senza aver paura di scoprire i baratri, con la certezza che il passo mi spingerà a superarli;

    SENTIRE il vento sulla pelle, la delicatezza dell’erba: riemergono parole dimenticate e il cuore ringrazia;

    EVADERE dalla realtà, per cambiare le cose: solo camminando si alimenta una speranza che non riesce a realizzarsi se sto fermo;

    USARE la mente e non pensare al domani;

    RICONOSCERMI nel silenzio e sentirmi libero;

    LIBERARMI dalle nebbie stagnanti delle maleolenti marcite nelle quali ci aggiriamo quotidianamente ed essere finalmente me stesso, forte e consapevole del mio presente;

    TROVARE la mia essenza e così dar vita al cambiamento;

    RESTARE in contatto con me stessa avendo l’idea di fermare il tempo.

  2. SILVANA STOICO ha detto:

    MASCHERE E DISTANZE.
    Preferiamo a volte credere, perché CREDERE è una scorciatoia e invece L’ANIMA vuole capire, conoscere, SPERIMENTARE.
    Oggi una camminata filosofica, densa di significati, mi guida in una immersione nel buio e quel buio vuole riappropriarsi di ciò che di giorno mi illudo di avergli sottratto.
    Siamo maschere e distanze da, rispettivamente, indossare e frapporre per proteggere le nostre stanze segrete.
    Cammino per conoscere e coNASCERE.
    Penso ad Ermogene e la sua magia.
    Si narra avesse la capacità di uscire da se stesso e permettere alla sua anima di vagare a suo piacimento per il mondo e solo quando fosse sazia di cose da vedere, facesse rientro nel corpo.
    Peccato l’epilogo di questa storia, si dice, non sia a lieto fine.
    Siamo comunque anime vaganti, alla ricerca di stabilità, alla ricerca di argini che ci contengano, di braccia che ci stringano, ma che non ci impediscano nel contempo di esondare le nostre differenze.
    Oggi la mia anima ha dovuto far solecchio per proteggersi dal caleidoscopio di emozioni che si sono avvicendate e ora aspetto che faccia ritorno, più solida e libera, per insegnarmi a celebrare L’ESSENZIALE e per ricordarmi la BANALITÀ DEI CONFINI.
    Il mio speciale GRAZIE a
    Michele De Pasquale e a quanti oggi hanno condiviso passi con me.
    Silvana Stoico.

  3. Michele Zaffarano ha detto:

    Piccole creature di pietra vestite di muschio che alle tue spalle ti spiano,ti guardano,si muovono,ma al tuo girarti si immobilizzano.

  4. Gianna ha detto:

    La sensazione provata stamattina, appena messo piede in foresta dopo tanto tempo, è legata a poche parole che sono emerse spontaneamente: “la mia anima si spande”. Il cammino in natura che sospende ogni cruccio, ansia, paura, e lascia la mente libera di fluire. Mente e cuore connessi, e un benessere profondo e appagante. Grazie Michele

  5. michele de pasquale ha detto:

    La poesia collettiva scritta dai partecipanti alla camminata del 9 ottobre.

    IL CAMMINO INTERIORE NEL BOSCO

    Il sole,
    Fa capolino tra i rami come una rivelazione;
    Un faggio secolare,
    Non deve mascherare la sua vera essenza per essere apprezzato;
    Le sue radici,
    Scendere nei propri sotterranei coraggiosamente, non senza paura,
    E scoprire che sono percorribili;
    Le pietre,
    Hanno visi scolpiti come guardiani;
    Piccole creature vestite di muschio che ti spiano, si muovono,
    Ma al tuo girarti si immobilizzano;
    Una fanciulla di foglie,
    I profumi e i colori della natura ti avvolgono il corpo, la mente e l’anima;
    L’anima che si spande,
    Ogni cruccio è sospeso,
    La mente libera fluisce;
    Mente e cuore tutt’uno,
    Benessere profondo e appagante.

  6. Silvana Stoico ha detto:

    Un’immagine che sia emblematica della camminata filosofica (GRAZIE, Michele!) di oggi in Foresta Umbra. La mia:un albero.
    In realtà VEDO la parte INVISIBILE di un albero :le radici.
    Le radici assorbono, le radici camminano e trasportano, le radici sostengono.
    Le radici sono RISERVA…
    Camminare per scendere nei sentieri più profondi del proprio io e, coraggiosamente ma non senza paura immergersi in quell’intreccio, scoprire che sono percorribili.
    È tempo di viaggiare dentro se stessi, percorrendo i propri sotterranei
    È tempo di abbracciare la follia che lì abita e di aver cura del suo germoglio.
    SilvanaStoico.

  7. Pasquale Cassitti ha detto:

    Bellissimi componimenti sul percorso effettuato stamane che prendono spunto da immagini che colpiscono la fantasia e danno libero sfogo alle proprie idee. Complimenti.

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