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monotonia di un cammino

Sentiero Italia tappa R7: da Quasano (gps 40.96518, 16.57764) a Cassano delle Murge (gps 40.88976, 16.77170)

Lunghezza del percorso km 24,5; guadagno/perdita in elevazione 529 / – 611 metri; quota massima: 426 metri, quota minima 318 metri.

Centri attraversati: Quasano, Cassano delle Murge.

Pernotto: B&B Almasol (388 469 2213)

25 ottobre. Stanotte è cambiato l’orario, alle 6 c’è già una bella luce. Il sole splende. Si parte. Il sole ha la capacità di far emergere la nostra parte luminosa, quella che sprizza vita, quella che più amiamo. Ma non siamo solo questo, siamo anche l’ombra, quella parte di noi che fa capolino quando è notte, quando un cielo nuvoloso offusca la luce. E’ quella parte di noi più inquietante, che cerchiamo sempre di tenere lontana. Non possiamo ignorarla perché comunque ci appartiene. Aveva ragione Thoreau quando affermava che camminare favorisce una cosmografia interiore, una conoscenza dettagliata della nostra interiorità stimolata dagli elementi della natura.

I primi sei chilometri di oggi sono tutti su linee di asfalto di strade statali o provinciali. Strade lineari e quindi monotone. Una monotonia che non ti induce ad usare il cellulare per scattare foto e fissare la bellezza dei particolari che vedi. Una monotonia che non favorisce la distrazione, reazione alla diversità e particolarità degli oggetti del tuo sguardo. La monotonia fa ripiegare l’attenzione su di te. Ha l’effetto di concentrarti sulla tua profondità. E lì, effettivamente, il camminare diventa una pratica ausiliatrice della riflessione, un po’ come le tecniche del respiro nella meditazione.

Il cammino è una esperienza complessa, è luce ed ombra, è diversità e monotonia.

Dopo il tratto asfaltato il tracciato riprende la via dell’Acquedotto che cammina sopraelevato tra olivi e mandorli. Si attraversano piccoli boschetti con le roverelle che fanno da cornice al sentiero. L’avvicinamento a Cassano delle Murge avviene attraverso un territorio molto antropizzato. Il sentiero per alcuni tratti è incassato tra file di piccole villette con i cani rompicoglioni che abbaiano appena sentono la tua presenza.

Entro nel centro abitato. Ho fatto i miei primi 140 chilometri. Sono a metà del cammino programmato fino a Grottaglie. Un salto in un bar per mangiare qualcosa per pranzo (purtroppo è domenica e i negozi di alimentari sono chiusi) prima di andare nel B&B dove passerò la notte. Nella struttura mi accoglie la proprietaria che prima di farmi entrare mi chiede di sanificare zaino e bastoncini. Mi comunica tutta allarmata che a momenti il presidente del consiglio terrà una conferenza stampa per annunciare il nuovo DPCM dato che la situazione covid in Italia si sta aggravando. Seguiamo insieme la conferenza stampa. Tra le altre cose, Conte raccomanda di limitare gli spostamenti allo stretto necessario, ovvero solo per motivo di lavoro, salute e necessità. Non vieta gli spostamenti, raccomanda di limitarli a quelli necessari. Potrei, quindi, continuare il mio cammino senza incorrere in sanzioni, senza essere un fattore di contagio per gli altri o essere a mia volta contagiato: cammino da solo e raramente incontro qualcuno, non tolgo mai la mascherina nei centri abitati, non ho rapporti con altre persone. Però avverto un certo disagio dettato dalla mia moralità: si chiede anche a me di fare la mia piccola parte (è una piccola goccia, ma tante gocce fanno un mare); e poi ritengo doveroso adottare un comportamento solidale con tanti altri connazionali costretti a fare sacrifici ben più gravosi del mio. Quindi decido di interrompere il mio cammino in Puglia. Lo continuerò in tempi migliori fino a Santa Maria di Leuca.

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