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Eventi

Impariamo a dialogare - le pratiche filosofiche a scuola

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Incontro pubblico

Impariamo a dialogare

 

 

Istituto Comprensivo - via delle Fonti 10, TRANSACQUA

Giovedì 22 aprile, ore 20 e 30

 

 

Il dialogo filosofico ti aiuta:

ad orientarti tra diverse possibilità

a comunicare meglio con gli altria prendere una decisione difficile

a fare chiarezza nel tuo mondo di valori

ad accordare sentimento e ragione

Relatrici:

Maria Luisa Martini

Consulente filosofica, formatrice

Componente del Direttivo di 'Phronesis'

Docente di Filosofia del linguaggio - Università di Trento

Annalisa Decarli

Consulente filosofica e formatrice 'Phronesis'

Formatrice CRIF in Philosophy for Children

Rete orientamento scolastico di Primiero

SEZIONE TRENTINO - ALTO ADIGE

Comunità di Primiero

le

Reti Centro rete Genitorialità

Istituto Comprensivo di Primiero

Istituto Santa Croce di Mezzano

C. F. P. ENAIP di Primiero

 

La pratica filosofica come aiuto nella comunicazione
 

Pratica filosofica e pratica politica -II Seminario 'Phronesis'

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II SEMINARIO INTERREGIONALE

 

 

Pratica filosofica e pratica politica

 

 

 

Il Seminario promuove un’occasione di riflessione sulle implicazioni politiche delle pratiche filosofiche, e in particolare della Consulenza. Se il dialogo filosofico favorisce la comprensione e la critica di personali visioni del mondo, per trovare nel confronto con l’alterità una chiarificazione della propria identità e l’accesso a un più ampio orizzonte condiviso, questo processo porta necessariamente con sé l’esercizio reale di quelle disposizioni etiche che costituiscono il prerequisito di ogni possibile agire politico. Una parte del Seminario (domenica mattina) offre uno spazio specifico di approfondimento sulla ‘paideia’, riconoscendo la centralità che l’educazione al pensiero critico occupa in ogni percorso formativo.  

 

 

Roncegno, Casa Raphael

21 – 23 maggio 2010

 

 

 

 

Informazioni

www.phronesis.info

www.casaraphael.com

 

 

 

Organizzazione Scientifica

Maria Luisa Martini

 

 

Segreteria Organizzativa

Annalisa Decarli

Cell.:335 5482704

 

 

Commissione Formazione

Augusto Cavadi

Giorgio Giacometti

Simona Landolfi

Roberto Peverelli

 

 

 

PROGRAMMA

 

 

Venerdì 21 maggio 2010

 

14.30 – 15.30:  Registrazione dei partecipanti

 

15.30 – 17.00:  Introduzione

Dal colloquio alla vita filosofica  a cura di Stefano Zampieri

 

17.30 – 19.00:  Seminario

Prospettive politiche della pratica filosofica  a cura di Neri Pollastri

 

20.30 – 22.30:  Riflessioni di gruppo sugli argomenti trattati dai relatori

 

 

Sabato 22 maggio 2010

 

09.00 – 09.15:  Plenaria

 

09.15 – 10.45:  Seminari

- Filosofare nel qui e nell'ora: racconto di un'esperienza in terra di mafia a cura di Augusto Cavadi

- Cura di sé e pratica politica  a cura di Moreno Montanari

 

11.00 – 12.30:  Laboratorio casi

- L’esercizio del pensiero divergente in azienda: limiti e prospettive. Riflessioni e valutazioni su esperienze in ambito sanitario a cura di Luciana Federico

- Argomentazione e partecipazione: lavorare con i gruppi  a cura di Maria Luisa Martini

 

16.00 – 18.30:  Conferenza pubblica

Pratica filosofica e pratica politica nel tempo della globalizzazione  di Gianni Vattimo

 

20.30 – 22.30:  Riflessioni di gruppo sulla conferenza di Gianni Vattimo

 

 

Domenica 23 maggio 2010

 

09.00 – 09.15:  Plenaria

 

09.15 – 10.45:  Seminari

- Dalla Philosophy for Children alla Philosophy for Community  a cura di Annalisa Decarli

- Il  Dialogo socratico: esperienze  e riflessioni  a cura di Roberto Peverelli

 

11.00 – 12.30:  Laboratorio casi

Educare alla cittadinanza, tra pensiero e politica a cura di Agostina Borsato

   

11.00 – 12.30:  Sessione di conferma titolo

Discussione di casi presentati da consulenti riconosciuti di Phronesis per la conferma del titolo (riservato ai soci consulenti)

 

14.00 – 16.30:  Conclusioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'eredità di Gregory Bateson, tra filosofia e psichiatria

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Presentazione del libro

  

Dove il pensiero esita

Gregory Bateson e il doppio vincolo

 di Tiziano Possamai

 ombre corte / culture

 

Tra filosofia e psichiatria: la teoria del “doppio vincolo” elaborata dall’antropologo inglese Gregory Bateson per comprendere in termini non solo organici il disagio mentale.

 

Martedì 19 gennaio ore 17.30

 

SALA DEGLI AFFRESCHI

Biblioteca Comunale di Trento

via Roma 55

 

Presenta il libro e ne discute con l’autore: Maria Luisa Martini

 

 

 

Biblioteca comunale di Trento      

 

Phronesis- Associazione it. per la Consulenza filosofica Sezione Trentino

 

Letture psicoanalitiche

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Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti"

Sezione della Società Psicoanalitica Italiana

Vicolo dei Conti 14, 35100 Padova

CICLO DI LETTURE PSICOANALITICHE

(a cura di Andrea Braun)

20 novembre 2009 ore 21.00

Presentazione del libro

Conci M. e Martini M.L., Freud e il Novecento

Introduzione di Nestore Pirillo, Patrizio Campanile e Andrea Braun

 

Recensione

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"Il Trentino", 11 dicembre 2008

RECENSIONE del volume di Augusto Cavadi, In verità ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani, Falzea ed., Reggio Calabria 2008, euro 15,00

 

 

            Giovedì 11 dicembre alle ore 15.00 presso la Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale di Trento (via Roma 55) sarà presentato il volume di Augusto Cavadi, In verità ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani (Falzea ed., euro 15,00). Insieme all’autore, filosofo e teologo, sarà presente anche Marcello Farina, docente presso il Corso di laurea in Filosofia e presso l’Università della terza età. Il testo offre molti spunti di dibattito e di approfondimento intorno temi che si collocano a metà strada tra le problematiche teologiche e la riflessione più propriamente filosofica.

            «Perché non possiamo non dirci cristiani» recitava il titolo di un noto saggio di Benedetto Croce del 1924, che metteva in luce l’appartenenza – consapevole o meno, assunta esplicitamente o polemicamente confutata, ma in ogni caso inevitabile – a tradizioni culturali e a forme di vita comuni, dove anche il culto e il rito sono espressione dell’identità di una particolare comunità storica. Ma oggi, a distanza di quasi un secolo dall’opera di Croce, quale senso assume l’evidenza di questo legame? E, soprattutto, è il caso di enfatizzarlo? Il contesto storico in cui ci troviamo a vivere, infatti, ci mostra sempre più di frequente un malinteso ricorso alla religione come approdo identitario e le tragedie a cui può portare quando la fede viene strumentalizzata dal fondamentalismo  e quando (come ha messo bene in luce un recente libro di Amartya Sen, Identità e violenza, Laterza 2007) si traduce in violenza.

            Nei contesti sociali del nostro tempo, sempre più differenziati e complessi, si  intersecano fedi confessionali eterogenee, che cercano le difficili strade di una possibile convivenza quotidiana. Questi processi epocali richiedono un profondo ripensamento dell’orizzonte valoriale e il costante ricorso ai principi della tolleranza e del rispetto reciproco. Ma il richiamo dei principi-cardine della nostra tradizione illuminista moderna è sufficiente per favorire una pacifica coesistenza? Non è forse necessario anche operare per il superamento dei particolarismi religiosi e compiere un salto oltre la dimensione dogmatica della nostra religione/ di tutte le religioni? Se ogni Chiesa pretende di possedere la chiave dell’accesso all’unica Verità, il compito che la storia richiede agli uomini del nostro tempo (di trovare le forme di una possibile via di comunicazione e di intesa, al di là delle differenze) diventa inevitabilmente difficile, se non impossibile.

            Le strade per superare i particolarismi possono essere suggerite da quella facoltà che secondo le filosofie di ogni tempo caratterizza la natura umana: il lògos, inteso come ragione e come linguaggio, come istanza di universalizzazione e come desiderio di comunicazione. Oltre le Chiese dei dogmi, dunque, verso la ricerca di un terreno comune a tutte le religioni. Con gli strumenti che la filosofia può offrire. Una filosofia, però, a sua volta capace di accogliere le domande insopprimibili presenti nel cuore dell’uomo. L’affermazione di Croce potrebbe forse essere così riformulata: «Perché non possiamo non dirci religiosi» Lo stesso problema che si è posto il laico Norberto Bobbio pochi anni prima di morire : «L’unica cosa di cui sono sicuro, […] è che io vivo il senso del  mistero, che è comune tanto all’uomo di ragione che all’uomo di fede. Questo profondo senso del mistero che ci circonda è ciò che io chiamo religiosità» (N. Bobbio, Religione e religiosità, in «Micromega» n. 2, 2000, p. 7).

            Il libro di Cavadi, con una operazione di ricostruzione storica della regione cristiana, puntualmente e accuratamente documentata, auspica un ritorno al senso originario del messaggio di Cristo, che non può essere ridotto a un sistema di norme e di precetti, ma che è (e volle essere) una testimonianza dell’Amore: «Il linguaggio cristiano è dunque autentico quando, e solo se, è il linguaggio dell’amore» (p. 189).

 

MARIA LUISA MARTINI

 

 
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